Le origini e le tipologie dell’umidità negli edifici

Premessa e precisazioni

I problemi che sono connessi con l’umidità edilizia richiedono la necessità di rendere il più possibile immuni i manufatti edilizi dai danni dovuti all’acqua; una corretta esecuzione dei lavori influisce fortemente sulla durata delle opere costruite e sul benessere igro sanitario di chi vi abita.

I metodi e i processi, atti a limitare l’influenza negativa dell’acqua sulle strutture edilizie, si estendono ad un ampio campo di conoscenze e di tecniche atte ad impedire o limitare al massimo il deterioramento dei manufatti dovuti agli effetti degradanti dell’umidità e dei sui derivati.


Umidità

L’umidità è un fenomeno che può aggredire, in misure e modalità differenti, qualsiasi tipo di edificio danneggiandolo in modo evidente ma anche latente (e inizialmente invisibile), con una lenta e costante opera erosiva ed estetica.
Molto spesso tale degrado non si ferma alle macchie esterne o allo sfaldamento superficiale degli intonaci, ma può compromettere irrimediabilmente anche la struttura portante del materiale.

La ricerca di soluzioni tecniche e lo sviluppo di metodi volti al perfezionamento di procedure efficaci di risanamento, è ancora oggi un importante indirizzo di ricerca.


La storia

L’umidità nelle costruzioni è una problematica frequente e sgradevole che nasce con la storia stessa delle abitazioni umane.
Già nel 420 a.C. lo stesso Erodoto lamenta la presenza di strisce biancastre e macchie di umidità, visibili sulle murature e sugli intonaci dei templi greci del tempo.
Ancora oggi, il problema del controllo e dell’eliminazione dell’umidità dalle murature, rappresenta un capitolo problematico e di difficile soluzione nella pratica costruttiva edilizia.


Umidità e insalubrità

Il degrado provocato dall’umidità coinvolge molti aspetti importanti di natura estetica, statica ed igienico-sanitaria in un edificio.
Per quanto attiene gli aspetti igienico-sanitari, oltre alle le valutazioni di tipo pratico, vanno considerate le definizioni legali alle quali fanno riferimento i locali “Regolamenti comunali di igiene ed abitabilità”.

In linea di massima si può considerare, per l’aspetto bioclimatico, un intervallo di umidità (di ambiente interno) compreso fra il 40 ed il 60% ed una ben definita classificazione igienica delle murature in funzione del contenuto ponderale d’acqua (tratto dall’ottimo testo di G. I. Massari già citato su altri articoli.)

Patologie

Una struttura muraria può essere considerata patologicamente umida quando il suo contenuto medio percentuale d’acqua supera il 3%.
Tale condizione può assumere valenze molto critiche (dal punto di vista dei rischi di degrado),
– quando il muro non è in grado di smaltire sufficientemente l’acqua presente nei suoi tessuti
– quando sono presenti quantità importanti di salinità interna
– quando sono presenti (o ricorrenti) condizioni climatiche avverse.
Un esempio potrebbe essere l’alternanza continua di gelo-disgelo o di asciugatura e bagnamento in grado di determinare alterazioni importanti degli stati di equilibrio.


La condizione “patologicamente umida” comporta l’esposizione del corpo murario a rischi degenerativi meccanici imponenti connessi con le tensioni derivanti dai cicli di gelo-disgelo dell’acqua assorbita o anche alle pressioni di cristallizzazione e discioglimento dei sali inglobati derivanti dai processi di asciugatura e di successiva immbibizione (dovuta alle stagioni secche/umide)
Inoltre, fenomeni di condensazione interna ed esterna:
– facilitano il manifestarsi di efflorescenze e subflorescenze saline
– aumentano il rischio di corrosione delle strutture e dei manufatti metallici
– generano l’insorgenza degli insediamenti biodeteriogeni rappresentati da muffe, alghe, batteri, ecc.,
– riducono significativamente i valori di isolamento termico originario della muratura.

Manifestazioni di degrado da umidità

La presenza di umidità nelle murature è causa di danni diretti e indiretti.
I danni diretti possono essere riassunti con l’insalubrità degli ambienti, il degrado delle murature compresi il distacco di intonaci, dei parati e dei rivestimenti in genere.

I danni indiretti possono essere riassunti come segue.

Cicli di gelo e disgelo, generati dal congelamento dell’acqua contenuta nella muratura (e il conseguente aumento di volume), determinano tensioni e pressioni in grado di prevalere sulla resistenza del materiale costituente la muratura.

Il verificarsi di efflorescenze di vario tipo è derivante dai sali della muratura e/o del terreno, trasportati in soluzione dall’acqua costituente l’umidità muraria.

Mentre le efflorescenze superficiali non comportano rischi significativi di carattere strutturale, le sub-florescenze interne alla muratura, possono risultare più dannose per il rischio di distacchi a strati delle tessiture murarie.

Muffe, alghe, ecc., costituiscono gli “insediamenti biodeteriogeni”. Si tratta di organismi che attaccano la struttura muraria per alimentarsi e la corrodono con i prodotti del loro metabolismo, con danni estetici, strutturali e di “salubrità” considerevoli.

L’umidità può costituire inoltre una componente fondamentale (e necessaria) per i processi elettrochimici di corrosione metallica, a carico delle strutture armate.

L’umidità può aumentare in modo significativo la conduttività termica delle murature con conseguenti perdite significative, del grado di isolamento termico dall’ambiente esterno.

Umidità e influenze saline

La presenza di sali igroscopici nelle murature comporta manifestazioni di affioramento dei sali stessi, rigonfiamenti igroscopici con possibili distacchi e distruzioni del tessuto murario. L’elevata igroscopicità dei sali, inoltre, può alimentare le manifestazioni umide anche dopo l’eventuale eliminazione delle cause di manifesta risalita capillare.

Umidità nei calcestruzzi

Nele opere in calcestruzzo, la condizione umida può facilitare la penetrazione di agenti aggressivi, determinare il dilavamento della matrice cementizia e aumentare significativamente l’ossidazione delle armature specie in presenza di alternanze umido-asciutto. Nelle strutture armate può comportare la formazione di strati di corrosione per areazione differenziale dovuti soprattutto alle pressioni dei sali che cristallizzano e dall’aumento di volume degli strati ossidati nelle armature, esfoliando a mano a mano il manufatto e rendendolo sempre più debole e inconsistente.

 

Varie tipologie di umidità

L’umidità, negli edifici, ha carattere invasivo tendenzialmente cronico, ma può assumere valenze stazionarie o progressive nel tempo con manifestazioni puntuali o irregolari. Le modalità di invasione più frequenti, sono schematizzate nell’immagine che segue.

In termini più semplici le modalità più classiche sono riconducibili a 4 schemi fondamentali che costituiscono la base di partenza per una interpretazione diagnostica semplificata da far seguire con appositi protocolli di bonifica per la conseguente risoluzione.

Va tenuto conto che le differenti modalità di invasione si accompagnano anche a differenti modalità di distribuzione dell’umidità.

Umidità di risalita capillare o ascendente

Il processo di risalita umida si determina quando dal terreno umido, in prossimità delle murature e delle strutture di fondazione, penetra nei corpi murari, li impregna, li imbibisce e quindi procede verso l’alto, superando la forza di gravità, sfruttando le tensioni superficiali e capillari.


Affinché ciò possa accadere, si debbono verificare alcune condizioni essenziali:
– le strutture e gli involucri murari debbono essere costituiti da materiali porosi (ma non macroporosi); una muratura con tessitura discontinua, non necessariamente può dare luogo a fenomeni di risalita capillare, ma può verificarsi fino a che sia adiacente la stessa tessitura edile.
– in un muro in conglomerato ordinario, il fenomeno può verificarsi più facilmente
– in una muratura costituita con materiali compatti e scarsamente porosi, può verificarsi la risalita capillare preferibilmente attraverso le malte di allettamento e di legatura.

Umidità di condensazione

Il fenomeno della condensazione si verifica quando la temperatura delle pareti o dei ponti termici è inferiore alla temperatura di rugiada dell’aria circostante; quando cioè il vapore acqueo, condensando per contatto di uno strato più freddo, assume lo stato liquido.

L’origine del vapore acqueo è da ascriversi al processo di respirazione, alla produzione di vapore dalle cucine, dalle pinte verdi e dai bagni ed alla restituzione del vapore da parte dei muri che si asciugano.
Il fenomeno può manifestarsi:
– in modo evidente sulle superfici murarie (condensazione superficiale), quando la ventilazione ambientale è più carente e scarsa
– in modo occulto, ovvero nascosto all’interno del corpo murario, quando è originato da incorrettezze di montaggio dell’isolamento termico (condensazione interna).

Umidità di infiltrazione

È un processo di imbibizione che è essenzialmente da ricondurre all’acqua delle precipitazioni meteoriche che si infiltra: pioggia o neve, che penetra nelle murature per infiltrazione diretta, attraverso fessure e porosità o si deposita su inserti di varia natura con scarsa propensione allo scolo. Può altresì verificarsi per infiltrazione dell’acqua piovana rimbalzante da terreni rigidi o pavimentati così come può formarsi attraverso lo scorretto scambio igrometrico delle murature.

Le pareti esposte frequentemente alla pioggia possono inumidirsi e saturarsi, facilitata anche dalla pressione esercitata dal vento. In generale gli effetti della pioggia battente sono in stretta relazione con la morfologia degli edifici e può essere accentuata in presenza di difetti oggettivi dell’intonaco esterno.

Tale involucro infatti, non ha soltanto funzione di copertura estetica e uniforme dell’edificio, ma anche quella fondamentale, di garantire una protezione dagli effetti penetranti e dilavanti della pioggia battente e degli agenti meteorici.
Nel caso di materiali porosi, la funzione protettiva dell’intonaco è oltremodo fondamentale.
Soprattutto nelle pareti particolarmente esposte sono consigliabili intonaci idrorepellenti in grado di inibire il trasporto e la penetrazione dell’acqua, lasciando inalterata la capacità evaporativa della muratura.

Umidità accidentale

Sono infiltrazioni che possono provenire da eventi accidentali ed imprevisti (fughe, perdite, fessurazioni e deterioramenti) conseguenti ad una cattiva manutenzione di pluviali, canalizzazioni, fognature, impianti sanitari e coperture.

Umidità residua di costruzione

È conseguente all’incompleta asciugatura dell’acqua presente in molti materiali edili e può avere una diversa incidenza in funzione dell’età dell’edificio.
In condizioni normali, l’umidità residua, scompare spontaneamente per evaporazione dopo alcuni mesi o anni. Al contrario, se non vengono rispettati i corretti tempi di ventilazione degli ambienti, può permanere molto più a lungo con manifestazioni ed incidenze molto variabili a seconda dei differenti aspetti morfologici delle opere.

 

tratto da Umidità: tipologie, cause e soluzioni di Edoardo Mocco

 

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