Invecchiamento murario

 

invMurarioSono note fin dall’antichità le cause di deterioramento degli edifici per invecchiamento dovuto alla continua esposizione agli agenti atmosferici esterni, ma oggi esistono molti nuovi fattori che ne velocizzano il degrado.

A partire dall’accentuato inquinamento atmosferico, fino ad arrivare alla evoluzione incontrollata dei processi produttivi; solo nell’ultimo secolo, si denota una esagerata accelerazione di fenomeni di invecchiamento precoce del materiale edile.

Oggi gli edifici invecchiano precocemente anche perché la cultura edilizia moderna non si pone più il problema della compatibilità tecnologica né si pone alcun dubbio sui possibili accostamenti di materiali potenzialmente incompatibili (cioè quegli elementi che potrebbero avere un comportanto differente in relazione agli agenti degradanti imprevisti).

Sono problematiche complesse a cui ogni costruttore e progettista dovrebbe fare fronte andando ad approfondire le caratteristiche comportamentali di ogni tipo di materiale che andrà integrato nella stessa struttura.

Spesso però anche una buona struttura può venir compromessa da errate o criminali opere di manutenzione successive eseguite da mani inesperte ed incompetenti, soprattutto quelle effettuate ai danni delle pareti perimetrali; non considerando che sono proprio queste ultime le uniche responsabili delle prestazioni igrotermiche ottimali agli edifici.

Trattamenti protettivi, termoisolanti o impermeabilizzanti errati ed inappropriati possono allora creare gravi problemi di confort igrometrico all’interno dell’abitato difficilmente risolvibile successivamente all’opera.
Gli eccessi di isolamento o l’uso di materiali isolanti inadatti, possono essere, paradossalmente, la prima causa di proliferazione di muffe sui muri anche in edifici nuovi.
Isolamenti impermeabili e barriere di vapore infatti, sigillano totalmente la casa e favoriscono la formazione di condensa.
Materiali edili porosi come la pietra, i mattoni, il tufo, i laterizi, il legno ed isolanti traspiranti come il sughero, la fibra di legno, la cellulosa, la lana di pecora (o di roccia), permettono invece un sano e durevole scambio di aria mantenendo la casa ben ventilata e asciutta.
Lo scambio di aria per traspirazione è infatti la condizione indispensabile per ottenere ottimi rapporti di isolamento termico ed evitare la formazione di muffa (sia nelle superfici abitate che nelle intercapedini isolanti) senza disperdere il calore interno.

Quando si parla di isolanti termici per favorire il risparmio energetico, bisogna fare bene attenzione alle tecniche utilizzate ed ai materiali impiegati.
I cappotti isolanti ottenuti applicando esternamente pannelli isolanti sintetici e rivestimenti plastici, per esempio, sono efficaci nel contenere il calore interno, ma sono oltremodo malsani dal punto di vista sanitario, perché impediscono all’edificio (ed in particolare ai muri) di scambiare aria con l’esterno. Con questa grave limitazione asfittica e l’umidità che non riesce a trovare sfogo verso l’esterno, va a depositarsi nei muri interni (condensa), si riduce il microricambio della CO2 oltre che si va a limitare la ventilazione esterna che facilita l’evaporazione di umidità muraria; di conseguenza, entro un breve periodo, sarà molto probabile la colonizzazione di muffe sulle pareti rimaste umide perché impossibilitate ad asciugarsi naturalmente.

In una casa sigillata da materiali non traspiranti e da infissi ad alta tenuta, il possibile ricambio d’aria può avvenire solamente tenendo aperte le finestre o con una ventilazione forzata. In questo modo però si va a perdere tutto quel vantaggio, in termini di calore, che si pensava di risparmiare con l’isolamento. E’ un circolo vizioso quindi, che deve far riflettere e mettere in guardia l’inquilino da false illusioni: l’eccesso di isolamento o i cappotti termici sintetici troppo sigillanti potranno essere un vantaggio sul breve periodo, ma porteranno, nel lungo termine, a problemi ben più seri e devastanti.

Il sistema termoisolante ideale in una casa rimane a tutt’oggi il muro perimetrale; quando questa barriera è asciutta e ben traspirante, offre delle caratteristiche di isolamento eccellenti e veramente efficaci e permette un ricambio continuo e naturale di aria, che non va mai a compromettere l’isolamento né l’equilibrio igrotermico interno.
Bisogna sempre ricordare che l’involucro superficiale di una casa, che è la muratura, va considerato come una vera e propria pelle dalla quale viene espulsa l’aria degradata e consumata e viene immessa aria fresca dall’esterno.

Quando però il muro è stato mal tenuto per anni, con trattamenti superficiali errati, eccessive e frequenti pitturazioni (con eccessi di sostanze fissative), l’effetto naturale di traspirazione va a limitarsi fino ad occludersi e lo stato di benessere interno viene ad essere compromesso e fortemente limitato.

In questi casi di difficile soluzione DisAqua Vapor è in grado di risolvere e ripristinare facilmente la traspirazione
– senza dove rifare nuovi intonaci
– riportando il naturale stato di scambio murario
– asciugando i contenuti umidi rimasti intrappolati nei materiali edili
– rimuovendo la cristallizzazione superficiale corresponsabile delle occlusioni capillari.

Il trattamento è molto efficace e ripristina il normale stato traspirativo ed igrotermico andato perduto da anni di sporco, di smog, di incurie e di pitturazioni e riporterà lo stato di benessere interno pari ad una abitazione costruita di fresco.

 

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