La sindrome da edificio malato

SBSufficioLa Sindrome da edificio malato (altrimenti detto Sick building syndrome o SBS) indica un quadro sintomatologico ben definito, che si manifesta in un elevato numero di occupanti di edifici moderni o di recente ristrutturazione, dotati di impianti di ventilazione meccanica e di condizionamento d’aria globale (privi cioè di immissione di aria fresca dall’esterno) e adibiti a uffici, comparti di produzione, ricerche, scuole, ospedali, case per anziani, abitazioni civili.

Le manifestazioni cliniche sono generalmente aspecifiche e insorgono dopo alcune ore di permanenza nello stesso edificio. Si risolvono in genere piuttosto rapidamente dopo qualche ora o di qualche giorno (nel caso dei sintomi cutanei) dopo l’uscita dall’edificio.

Sebbene i sintomi siano in generale di modesta entità, nei casi di SBS che si verificano in ambienti lavorativi, possono avere però ripercussioni economiche piuttosto significative con la presenza di alcune malattie gravi, a causa dell’importante calo di produttività dell’individuo.

Le cause di tali sintomi, benché la legislazione italiana le consideri solo vagamente e le attribuisca ad una larga serie di fattori che andrebbero analizzati caso per caso, sono, di fatto, ben definite e conosciute da molto tempo, tanto che molti paesi europei ne hanno stilato e pubblicate cospicue documentazioni che inviano periodicamente a tutti i cittadini.
I fattori più frequenti sono legati direttamente agli edifici, al loro stato di igiene e di pulizia, ai loro sistemi di condizionamento e di ventilazione, ai programmi di manutenzione, al tipo e all’organizzazione del lavoro oltre a fattori personali di chi svolge e risiede costantemente su tali edifici.

Dalle molte indagini effettuate in edifici in cui sono stati segnalati problemi di salute o di comfort degli inquilini, è emerso che il problema prevalente (in quasi la metà dei casi) è costituito dallo scarso ricambio d’aria o da una ventilazione inadeguata, ma non mancano gravi inquinamenti batterici, fungini, da sostanze tossiche e chimiche.

Molti composti chimici o biologici presenti nell’aria indoor sono già noti (o sospettati) di causare irritazione dell’apparato respiratorio, cutaneo e sensoriale e possono generare un senso di disagio e stordimento sensoriale ed altri sintomi comunemente presenti nella cosiddetta SBS.
Alcuni studi condotti su uffici e altri edifici ad uso pubblico in diversi paesi, hanno rivelato una frequenza di disturbi tra gli occupanti compresa tra il 15% e il 50%.

La Svizzera, forse prima in Europa, si è dimostrata altamente recettiva verso i pericoli per la salute dei suoi cittadini, a seguire la comunità europea che ha varato molte direttive al riguardo e che oggi è costretta ad obbligare alcuni paesi membri a recepire le direttive di tutela verso la salute pubblica (inutile dirlo anche l’Italia).

L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzero (UFSP) si è attivato già da molti anni per risolvere seriamente il problema della sindrome da edificio malato, dei veleni domestici e dei conseguenti disturbi alla salute pubblica. Dispone di un corposo sito web dedicato al tema e fornisce informazioni e documentazione presso i distretti medici ed i centri specializzati.

In Italia, benché già da molti anni sono riportati episodi clinici significativi, non sono stati eseguiti studi epidemiologici su larga scala tali da interessare un campione di edifici sufficiente, quindi si tende, come al solito, a trascurare il problema.
Nell’esperienza italiana, le alterazioni dei parametri ambientali, sebbene in alcuni casi risultino ben evidenti, non sembrerebbero che da sole siano sufficienti a poter giustificare l’elevata prevalenza di una sintomatologia così complessa e strettamente correlata con la sola permanenza negli edifici malati. In pratica si stanno sottovalutando anche le significative ricerche (sempre italiane) che hanno focalizzato l’attenzione su termini puramente economici, confermandone l’elevato impatto sociale.

Al momento solo la libera informazione sembra interessarsi di tal problema (oltre noi)

Visto che il Ministero della Sanità sembra non essere per ora interessato al problema né sul lato economico né sul lato clinico verso i suoi concittadini, andiamo a valutare, tanto per darvi una idea, come l’omologo ministero tedesco tratta il problema.

Una sindrome da non sottovalutare

Sindrome dell’Edificio Malato, Encefalopatia Tossica, Elettrosensibilità, Stanchezza Cronica, Fibromialgia, Sensibilità Chimica Multipla nel codice ICD-10

Queste informazioni devono contribuire a diminuire le diagnosi errate, ad incrementare l’accettazione degli intossicati cronici da parte dei loro medici, a prevenire e contrastare il pregiudizio della più comune ipotesi psicologica, perché si tratta di nuovi fenomeni e nuove frontiere scientifiche.

È molto urgente perché la prevalenza e il margine del 10% sono già stati superati.

I fatti elencati rappresentano la posizione riconosciuta dalle conoscenze scientifiche, quindi sono legalmente vincolanti e per questo elementi necessari ai periti nel percorso di riconoscimento.

Informazioni mediche

I pazienti con malattie multisistemiche come la Sindrome dell’Edificio Malato, la Sensibilità Chimica Multipla, Encefalopatia Tossica, Fibromialgia, Stanchezza Cronica spesso non vengono diagnosticati subito dai loro medici perché le informazioni su queste malattie sono carenti.

Contrariamente al parere della maggioranza, queste sindromi sono riconosciute come gravi malattie organiche. Sono definite e inserite nel codice di classificazione ICD-10 dell’OMS. Il codice ICD-10-GM è prescritto nel libro V del codice sociale di classificazione della repubblica tedesca.

I criteri diagnostici sono i seguenti:

Sindrome dell’Edificio Malato (SBS)
OMS 1982 – ICD-10: T75.8 capitolo 19 – lesioni, intossicazioni

Pelle: secchezza, irritazione, prurito, esantema
Occhi: bruciore, arrossamento, congiuntivite, lacrimazione
Naso: secchezza, raffreddore, irritazione
Faringe: raschiore, raucedine, secchezza
Polmoni: tosse secca, ipersensibilità aspecifica, predisposizione alle infezioni
Sistema Nervoso Centrale: mal di testa, stanchezza, mancanza di concentrazione, amnesia, disturbi dell’olfatto e del gusto.

La Sindrome dell’Edificio Malato è principalmente una conseguenza dei VOC (solventi). I composti organici volatili sono irritanti per le mucose, immunotossici e neurotossici. Sono da chiarire come sinergizzanti i pesticidi (in particolare gli insetticidi), fungicidi e conservanti del legno.

Encefalopatia Tossica
OMS 1985 – ICD-10: G92, capitolo 6, malattie del sistema nervoso

Stadio di gravità I (TE-1):
sfinimento, facilità a stancarsi, scarsa memoria e concentrazione, perdita di volontà.

Stadio di gravità II a (TE-2A):
cambiamenti di personalità, notevole riduzione del rendimento e disturbi sensoriali, labilità emotiva con un impatto depressivo, dimostrazione: test psicometrici.

Stadio di gravità II b (TE-2B)
gli stessi sintomi della gravità II a, in più atassia, tremore, dimostrabili disturbi della coordinazione e polineuropatie.

Stadio di gravità III (TE-3)
severe restrizioni globali delle capacità cerebrali, simili alla demenza e a sindromi psicotiche. Con la Tac e la risonanza magnetica sono dimostrabili cambiamenti atrofici del cervello. La causa sono miscele di sostanze neurotossiche o miscele di sostanze inquinanti con componenti neurotossici.

Da notare la stretta connessione della Encefalopatia Tossica con spossatezza/stanchezza/faticabilità, riduzione del rendimento. L’eziologia è strettamente connessa a processi infiammatori sistemici, che si manifestano come mitocondriopatie. Parametro tipico è l’aumento di NO (ossido nitrico) nell’aria espirata.

Elettrosensibilità (EHS)
OMS 2006 – ICD-10 Z58, capitolo 21

La definizione di malattia è stata integrata con le relative informazioni in una seconda edizione.

Stanchezza Cronica
CDC/OMS (CDC-Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) 1988 – ICD-10: G93.3, capitolo 6, malattie del sistema nervoso

Criteri principali: stanchezza ricorrente e paralizzante (sempre più ricorrente e invalidante, fatica non distensiva), (perdita di potenza del 50%) che non scompare con il riposo a letto, che dura da più di sei mesi, esclusione di altre malattie (come per esempio la Sindrome del burnout).

Criteri secondari: disturbi del sonno, temperatura momentanea (non superiore a 38,6 °C), mal di gola, gonfiore dei linfonodi, debolezza muscolare, mialgie (mialgia= dolori muscolari) atralgia (dolori articolari), fatica senza aver fatto sforzi, irritabilità, smemoratezza, disturbi della concentrazione, fotofobia, faringite (infiammazione della faringe).

Sensibilità Chimica Multipla (MCS)
OMS-ICD-10: T78.4, allergie, non specificate; capitolo 19 – Lesioni, avvelenamento…

Criteri di consenso dal 1987:

1. I sintomi sono riproducibili con l’esposizione a sostanze chimiche.
2. Il quadro clinico è cronico.
3. Il quadro clinico si manifesta già in risposta a bassi livelli d’esposizione che sono comunemente ben tollerati.
4. I disturbi migliorano o scompaiono quando gli elementi scatenanti sono rimossi.
5. In reazione a sostanze chimiche molteplici e non connesse tra di loro.
6. I sintomi coinvolgono i sistemi multipli di organi. Per l’eziologia sono noti meccanismi patogenetici immunologici e non-immunologi.

Fibromialgia
OMS-ICD-10: M79.70, capitolo 13, malattie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo

La definizione di malattia è stata integrata con le relative informazioni in una seconda edizione.

 

 

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